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1 ottobre 2004
Da una cronista di "Gaya, cronisti senza frontiere"

Trovato morto in condizioni sospette un uomo di scorta alla              nota giornalista Patricia Poleo

Il giovedì 3 Settembre è stato trovato morto un giovane di 24 anni, di nome German Delgado.

La macabra scoperta è stata fatta dalla madre del giovane che dopo alcuni giorni che lo cercavano, si è recata presso la Morgue che sarebbe il deposito dei cadaveri della Polizia Giudiziaria di Bello Monte a Caracas.

German Delgado era un uomo della scorta di una famosa giornalista venezuelana, di nome Patricia Poleo, capo redattore del quotidiano Il Nuevo Pais.

E’ stata lei la prima a rendersi conto che c’era qualcosa di strano; in quanto Delgado ogni volta che si assentava, lasciava alla Poleo sempre un indirizzo o numero telefonico di riferimento, sul quale poterlo rintracciare in qualunque istante. Alcuni dei colleghi di Patricia Poleo, asseriscono di aver visto Delgado, allontanarsi con un uomo su di una motocicletta, il quale saltuariamente, svolgeva dei lavori per la redazione.

Da quel momento di German Delgado non si è saputo nulla, fino a quando la madre, ha riconosciuto la salma presso il servizio mortuario della Polizia Scientifica.

Il corpo di German Delgado si trovava presso la Morgue, in quanto il giovane già deceduto, è stato scaricato da una automobile, probabilmente appartenente alla Disip che sarebbe un servizio di Polizia Politica; davanti all’ospedale Coche nei pressi di Caracas.

Esistono dei testimoni che hanno addirittura preso il numero di targa dell’autoveicolo, che ha permesso il riconoscimento e l’appartenenza al Servizio succitato.

Quindi le autorità giudiziarie attendevano che qualcuno si facesse avanti per il riconoscimento della salma.

A questa tragedia si aggiunge anche il fatto strano che ragazzo con la motocicletta, è scomparso dal momento in cui è stato visto allontanarsi con German Delgado,

Il fratello di Delgado, si è recato presso l’Ospedale di Coche per chiedere informazioni ai sanitari sulle condizioni del cadavere al momento in cui è stato trovato.

Pare che il personale dell’Ospedale e il medico che si è occupato dell’autopsia, abbiano dichiarato che German Delgado presentava chiari segni di tortura.

A testimonianza di ciò, la Patricia Poleo, ha voluto documentare passo per passo i momenti della autopsia, proprio per fuorviare ogni dubbio.

Il filmato è stato valutato da vari esperti di medicina legale.

E’ stato quindi, definitivamente accertato che Delgado è stato prima torturato a morte e poi gli sono stati sparati dei colpi di pistola.

Probabilmente i colpi di pistola sono occorsi per fuorviare ogni tentativo di indagine.

 

Ci sarebbe però un testimone, che pare abbia visto gli assassini di Delgado che gli sparavano sette

colpi di pistola, quando il corpo era ormai senza vita.

Patricia Poleo, ha conseguentemente dichiarato che German Delgado, aveva sul corpo moltissimi segni di tortura e sui polsi presentava dei segni di corde o di manette, che sicuramente sono servite a tenerlo immobile durante le torture.

La Poleo si è ampiamente attivata per far luce sull’omicidio del ragazzo, chiamando in causa diversi esperti di medicina legale.

Tutti hanno confermato sia le torture subite da Delgado e sia il fatto che i proiettili sono stati sparati quando era già morto.

Pare che Patricia Poleo, trovi strano anche il fatto che il ragazzo della motocicletta, nei mesi addietro, abbia manifestato insistentemente l’intenzione di essere sempre più vicino agli ambienti della redazione del Nuevo Pais.

L’assassinio di German Delgado, sembra che faccia parte dei casi che vengono considerati come delle esecuzioni extra giudiziarie.

Qualcuno ha voluto avanzare l’ipotesi, che l’uccisione di Delgado, fosse un avvertimento nei confronti della Poleo e che addirittura, coloro che hanno ucciso il ragazzo della scorta, volessero invece colpire ed uccidere la giornalista.

 

          
     

Patricia Poleo non si arrende e ha promesso di voler fare giustizia in memoria di German Delgado.

 

 

                                                                                                Patricia Pagano

                                                                       (Gaya – Venezuela – Cronisti senza Frontiere)

 

 

 

Fonte: Venevision e Globovision.




permalink | inviato da il 1/10/2004 alle 20:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
30 settembre 2004
Un'italiana a Long Beach

Vivo da ormai quattro anni a Long Beach in California. Le cose che mi piacciono di più di questa cittadina, sono: la sensazione di libertà che provo ogni volta che mi trovo a sfogliare una rivista fatta da omosessuali per gli omosessuali; poter andare a prendere un espresso alla Library su Broadway, che sarebbe un particolare ritrovo decorato ad arte con divani, pezzi di antiquariato e libri di tutti i generi che i possono acquistare a soli 2 dollari; andare a fare colazione sulla quarta strada in un posto alla moda chiamato “Porch Cafè”; per poi concludere la giornata andando a prendere una birra al Club Broadway sulla Broadway Avenue, locale per sole donne frequentato assiduamente anche da Gay.

Ma sul finire delle mie serate californiane, non posso farmi mancare una piacevole passeggiata dentro Borders che sarebbe un enorme rivenditore di libri e cd musicali.

Qui a Long Beach si possono anche trovare dovunque, riviste tipo: LN (Lesbian News), mensile fondato nel 1975 che vanta numerosi buoni servizi, fotografie a colori e 56 pagine di pure deliziosa informazione sul mondo lesbico.

Però, il giornale che in questo caso prenderò in considerazione, è il mensile GLBT,  Blade; che questo mese contiene un articolo di sette pagine con tanto di copertina sul tema: The Marriage Issue; ossia: argomento matrimonio.

L’articolo inizia con una breve dichiarazione del Sindaco di San Francisco che si riferisce alla miriade di coppie omosessuali che hanno ottenuto il certificato di matrimonio.

Le coppie in questione dopo alcuni mesi hanno dovuto digerire l’annullamento della cerimonia che si è tenuta nella City Hall di S. Francisco; riponendo nei cassetti i sogni e le speranze nei cassetti; e prendendo coscienza  che la realtà ha distrutto in un attimo il clima di festa che si respirava nella City Hall.

Tutto questo, perché la Corte Suprema della California ha emesso una sentenza che le coppie sposatesi in quella occasione, non avevano l’autorità di proseguire le pratiche per le licenze matrimoniali e pertanto ha invalidato le unioni.

Cortei e manifestazioni contro tale legge della Corte Suprema, sono all’ordine del giorno.

Gruppi di supporto protestano e portano sulle spalle cartelli-fardelli, urlando, a volte anche sottovoce, per poter ottenere presto una degna libertà di matrimonio.

Coppie omosessuali, insieme da molto tempo, chiedono la giusta ricompensa ad anni di relazione vissuti in eguale  misura ed intensità rispetto a qualunque coppia eterosessuale.

Rivendicano gli stessi diritti emotivi, ma anche e soprattutto i diritti inerenti a vantaggi sulle tasse e sulle successioni, copertura delle assicurazioni sulla vita e diritti di adozione.

Un censimento del 2000, riporta che le coppie dello stesso sesso, in California, stanno crescendo circa 58.000 figli propri; soltanto il 6% di questi è stato adottato.

Il lato triste, sempre secondo tale censimento; è rappresentato dal fatto che alcuni studi effettuati riportano dati secondo cui le entrate economiche dei genitori omosessuali, appaiono fortemente minori rispetto alle coppie eterosessuali.

Ciò accade perché non risultano accumuli di entrate e proprietà comuni e quindi ne deriva una realtà falsificata.

Appare molto interessate a tal proposito, leggere tra le righe del libro “Why marriage matters” ossia: Perché il matrimonio è importante; dell’autore Evan Wolfson, per capire i punti fondamentali della lotta per l’ottenimento dei diritti d’unione.

Wolfoson nel suo libro, infatti spiega i diversi aspetti fondamentali della vita di una persona: morte, debiti, divorzio, assicurazione medica, proprietà, fatti legati all’immigrazione, diritti dei genitori, pensioni e tasse.

Studi effettuati presso l’Università della California, affermano che concedendo alle coppie dello stesso sesso il diritto al matrimonio, il mercato vedrebbe lievitare gli introiti, sviluppando un guadagno netto cha va dai 22.3 ai 25.2 milioni di dollari ogni anno; e tra le varie entrate, spiccherebbero le spese per le cerimonie e quelli del settore turismo.

Solo nel mese di Febbraio, migliaia di coppie sono volate a San Francisco per il succitato matrimonio collettivo nella City Hall; da ben 46 stati e 8 paesi diversi.

Tutte queste sono battaglie da vincere e in piccola parte sono state già vinte.

In queste lotte tutto fa brodo, dovunque arrivino gli aiuti poco importa, purchè arrivino, purchè se ne parli.

Sempre nell’articolo della rivista Blade, Coretta Scott King, moglie di Martin Luther King Junior, nonché sostenitrice del matrimonio fra le coppie dello stesso sesso; dice: mio marito aveva capito che tutte le forme di discriminazione e persecuzione sono ingiuste ed inaccettabili in un paese democratico. Egli credeva che nessuno di noi può sentirsi libero fino a quando tutti saranno liberi; che una persona di coscienza non ha alternative, se non quella di poter difendere i diritti umani di tutte le persone. Il movimento dei diritti civili in cui credo, si basa sulla crescita dell’unità e inclusione; non nella divisione ed esclusione. Tutti quelli che si opporranno discriminazione e sosterranno diritti di uguaglianza, dovrebbero stare uniti per resistere ad ogni tentativo di restrizione dei diritti civili ed umani di questo e di altri paesi”.

Voglio concludere con una ventata di colore laddove sembra a volte che tutto può essere grigio: voglio fare un applauso alla prima Fiera Expò di matrimoni per Lesbiche, Gay e Trans, tenutasi lo scorso 8 Luglio presso il Marriott Hotel a Garden Grove.

Erano presenti più di 60 diferenti venditori, l’Expò ha assicurato alla nostra comunità una vasta scelta di articoli per cerimonie: dagli inviti personalizzati alle vitamine per tenersi in forma dopo una esperienza come quella del matrimonio che è sicuramente fantastica ma anche strassante.

All’Expò c’erano anche Dj e promotori turistici per i viaggi di nozze; erano presenti anche dei Pastori per benedire le cerimonie e infine una miriade di vetrine colorate e profumate da meravigliosi cesti floreali.

Tra i maggiori sponsor e sostenitore della comunità GLBT, c’era il Gruppo Bancario Wells Fargo.

Una nuova Expò per matrimoni fra persone dello stesso sesso, è prevista il prossimo Novembre presso l’elegante Fontain Court Tea Room di Los Angeles (per maggiori info, visitate il sito: www.shoprosemont.com)

Da Long Beach per il momento è tutto.

See you later !!!

 

 

                                                                                 MARILENA SCIAMANNA

                                                           (Gaya – California – USA – Cronista senza Frontiere)

 

 

FONTE DELLE NOTIZIE: MARILENA SCIAMANNA E IL MENSILE BLADE.




permalink | inviato da il 30/9/2004 alle 17:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
17 settembre 2004
Giustizia per Linda Loaiza Lopez

Apprendiamo dal canale televisivo venezuelano RCTV, nel programma “La Entrevista” del 15 Agosto di quest’anno, condotto da Michelangel Rodriguez, dal canale televisivo Venevision e dal sito del giornale L’Universal; la notizia della aggressione subita da una giovane di nome Linda Loaiza Lopez.

La ragazza originaria della regione del Tachira, si trovava a Caracas, quando fu aggredita e rapita da un uomo di nome Luis Antonio Almoina

L’uomo trentaseienne di Caracas, rapì la ragazza e la portò in un appartamento a lui intestato nella zona di Altamira (Los Palos Grandes).

Luis Antonio Almoina, tenne segregata la ragazza per un periodo di tre mesi, nei quali commise abusi sessuali, violenze e aggressioni di ogni genere nei sui confronti.

Il fatto è accaduto nel 2001 e Linda Loaiza  ha dovuto lottare con tutte le sue forze per poter rendere pubblica la terribile vicenda, facendo anche uno sciopero della fame davanti al palazzo di Giustizia di Caracas e arrivando a mettere in pericolo la sua vita, a causa anche delle condizioni in cui ancora si trova, relative alle barbare violenze di Luis Almoina, che le hanno comportato gravi problemi di salute.

Linda Loaiza ha dovuto subire numerosi interventi chirurgici per la ricostruzione maxillo – facciale, per il pancreas spappolato e per i polmoni lesionati dalla rottura delle costole.

Il referto medico al momento dell’ingresso in ospedale di Linda Loaiza, così recitava: la ragazza presenta numerose lesioni fisiche derivate da oggetti contundenti, bruciature di sigarette, frattura multipla del maxillare, labbra e padiglioni delle orecchie distrutti, un occhio completamente deviato, capezzoli tagliati dai morsi con i denti, smembramento vaginale a seguito del quale le hanno dovuto ricostruire tutta la parte esterna della vagina.

Il tutto naturalmente dovuto alle continue e persistenti, brutali violenze sessuali, alle quali è stata sottoposta da Luis Antonio Almoina.

Addirittura la ragazza al momento del ricovero, aveva soltanto due costole sane, le altre erano tutte fratturate.

Questi problemi fisici, hanno comportato a Linda Loaiza, il doversi operare ogni tre mesi.

Sono passati tre anni dalla vicenda e questa povera ragazza ancora deve entrare ed uscire dagli ospedali per cercar di riprendere un minimo di stabilità fisica ed emotiva.

Ma purtroppo sappiamo tutti benissimo che in questi casi, altrettanto importanti sono i danni psicologici e morali che le vittime riportano.

Nonostante l’evidenza dei fatti comprovati anche dalle indagini della polizia, si è venuto a creare un problema giudiziario.

I 59 giudici chiamati a sentenziare, le 10 corti d’appello e i 29 Tribunali che dovevano giudicare i fatti, a tutt’oggi, non hanno pronunciato nessuna sentenza nei riguardi di Luis Antonio Almoina.

Il 14 Settembre del corrente anno Linda Loaiza è stata vittima di un tentativo di aggressione con armi da fuoco, da parte di ignoti; mentre usciva dal tribunale  dove si è tenuta la prima udienza a carico di Almoina.

Juan Delgado, rappresentante legale della Loaiza, ha dichiarato che questo tentativo di attentato premeditato, ha tutte le caratteristiche di un’azione da parte di sicari ben preparati e che tutto ciò dimostra l’inadeguatezza delle misure cautelari nei confronti di persone che commettono le violenze, lasciando indifese le vittime delle aggressioni.

Le associazioni femministe che appoggiano la lotta di Linda Loaiza, per  l’ottenimento di una giusta sentenza nei confronti di Luis Antonio Almoina; stanno manifestando in tutto il Venezuela, contro la proposta fatta dall’Organo di Controllo Generale della Repubblica che pare voglia eliminare le leggi che tutelano i diritti delle donne, sia all’interno della famiglia sia nella società e probabilmente questa proposta è tesa a diminuire i dispendi economici e di tempo, necessari per adottare le dovute misure cautelari nei confronti degli aggressori e dei violentatori.

Ma la già scarsa tutela nei confronti delle vittime di aggressioni, ha determinato l’ulteriore episodio di cui è stata fatta oggetto Linda Loaiza e la sua famiglia, all’uscita del Tribunale, il giorno 14 Settembre di quest’anno.

La complicata situazione politica e sociale del Venezuela, fa si che le vittime degli abusi, soprusi e violenze, debbano con una certa frequenza chiedere aiuto ai giornalisti al fine di essere in qualche maniera tutelate, allorquando esprimono la volontà di denunciare i propri aguzzini e i violentatori.

 

                                                            Articolo e servizio di: Patricia Pagano

                                               (Gruppo Gaya – Venezuela- Cronisti senza Frontiere)

 




permalink | inviato da il 17/9/2004 alle 18:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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