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mariocirrito
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15 novembre 2006
Nuova rubrica
Italia impazzita? Italiani fuori controllo? Apro sul mio blog una nuova rubrica che ho chiamato “Italia matta”. Dentro tutto lo “sporco”, le insensatezze, le cose che a torto o ragione non funzionano o non dovrebbero esistere nel nostro tanto amato ma così altrettanto violentato e offeso Paese. Ed è ovviamente la politica che detta il calendario delle cose che non vanno, a intervenire o a lasciare alla deriva i problemi senza che alcuno pensi di cambiare. In queste settimane, forse grazie anche alle battaglie sulla Finanziaria, non solamente abbiamo scoperto una Italia divisa a metà, ma anche un'Italia dei privilegi e una delle povertà che non riesce a vivere con il proprio onesto guadagno; un'Italia che usa e abusa dei servizi della collettività e scende perfino in piazza per dire che le tasse non vanno pagate e un'altra che magari vorrebbe evadere seguendo l'esempio dei primi e non può a causa del lavoro dipendente. L'Italia spendacciona non più solidale, l'Italia che chiede sacrifici ai suoi cittadini e sperpera nei palazzi governativi, comunali, provinciali e regionali. L'Italia della mafia e della camorra che si muove nella illegalità e nell'assenza dello Stato. L'Italia dei manager pubblici che prendono cifre iperboliche e che invece di essere licenziati vengono tradotti altrove o ringraziati con TFR da capogiro. L'Italia di sinistra che emana leggi contro privilegi e distorsioni di ogni genere ma che li rende attuabili tra tre, quattro, cinque anni. Forse! L'Italia di sinistra che si fa ricattare dal centro, da chi è stato eletto nel centrosinistra e finisce solamente per ricattarlo. L'Italia che scrive una Finanziaria e poi la riscrive e ancor l'aggiusta e l'opposizione contenta di bocciare leggi anche utili e buone per il Paese pur di fare uno smacco al governo. L'Italia del cavaliere che sbraita dopo aver imposto una legge elettorale che è causa di questo macello governativo e consegnato un Paese sfasciato, che si odia, che ha reso le casse pubbliche un colabrodo di interessi personali e amicali. Tutto questo e molto altro verrà consegnato a questa rubrica. E allora, iniziamo. * * * La società Agici ha calcolato i “costi del non fare”, l'immobilismo infrastrutturale sulle grandi opere. Tra queste il passante di Mestre. Si tratta di 32,3 chilometri da Vetrego a Quarto d'Altino. Il ministro Di Pietro però non da il via libera al progetto. Ad Acerra, molti lo sanno, si è combattuto per non avere il termovalorizzatore, con il risultato che molti abitanti si sono ammalati di tumore al fegato e altre sono state esposte a sostane altamente tossiche. Barricaderi contro la costruzione di inceneritori dei rifiuti anche gente di sinistra, con il risultato che la criminalità ha fatto dello smaltimento illegale dei rifiuti una nuova, propria ricchezza. Quanto paghiamo per non realizzare le opere che aiuterebbe l'Italia a modernizzarsi? 200 miliardi.



permalink | inviato da il 15/11/2006 alle 12:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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