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mariocirrito
Attenzione: blog ad alto tasso di omosessualità
 
 
6 febbraio 2009
Siamo ancora uno Stato di diritto?
 Quello che sta accadendo in queste ore tra i più forti poteri e le rappresentanze istituzionali, credo sia inedito, e credo sia anche pericoloso per una feroce guerra che qualcuno intende scatenare tra la Presidenza della Repubblica, il governo e il parlamento.
 Oramai, la vicenda tragica di Eluana Englaro, credo sia stata messa in secondo grado di importanza; qui la partita è tutta politica; tutta con la massima reverenza verso la gerarchia vaticana; tutta guardata e agita in nome del potere e dell'incasso che si avrà a battaglia finita e vinta, in termini elettoralistici.
 Nei giorni scorsi, proprio il premier, pressato dall'ala più conservatrice e clericale del suo governo e sostenitori, aveva fatto intendere che un decreto legge sulla vicenda Eluana forse non era praticabile e che il governo non intendeva andare ad uno scontro.
 Oggi, la questione si è completamente destabilizzata e a finire sulle forche caudine, il più alto rapprsentante della nostra Repubblica: il capo dello Stato, Giorgio Napolitano.
 Il Presidente della Republica, stamane aveva scritto al premier, chiedendo di soprassedere ad un decreto legge. Dalla riunione del CDM è invece venuto fuori il decreto che ingiunge di fermare l'attuale protocollo verso la Englaro. Poi, nella conferenza stampa, il premier spiega alla stampa che vi è stata unanimità nella scelta; che il Presidente della Repubblica non subirà l'impeachment ma che se non firma, lui è pronto a far approvare una legge in tre giorni. Il padre di Eluana? Non se ne preoccupi, se non ce la vuol fare, saranno le suorine a tenere nello stato attuale la povera Eluana.
 Il fatto che il premier non spiega che vi è stata una sentenza passata in giudicato ed è questo a cui si appellava il capo dello Stato. Qui, oggi, adesso, conta dar di ragione  alle gerarchie vaticane, visto anche che tra qualche mese ci saranno elezioni importanti  e in uno Stato clericale come il nostro, remare contro la chiesa non si pecca ma si perde.
 Il premier spiega che lui non se la sente di uccidere una persona a cui sta per essere tolto cibo e acqua e non si informa neppure che non si tratta di cibo ed acqua ma di altre sostanze e di altro genere, oltre all'alimentazione e alla idratazione.
 Ma insomma, davvero qualcuno crede che un padre voglia disfarsi di una figlia? Ma quali mentalità contorte abbiamo, in queste ore in cui dovremmo stare zitti a riflettere sulla nostra esistenza più fortunata di altri e invece assistiamo a tutta una serie di pro e contro, e tutti a scannarci col rumore più assordante?
 Perché il premier non va a visitare Eluana, vedere con i propri occhi se è davvero una vita che si vuol togliere, o troverebbe un corpo oramai esanime, cessato 17 anni fa?
 Dio abbia pietà di tutti noi



permalink | inviato da mariocirrito il 6/2/2009 alle 16:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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